
Musica:
La musica esiste non solo sul nostro pianeta, ma anche in tutto l’universo, seguendo le leggi fondamentali della natura.
Sulla Terra, possiamo osservare i delfini e le balene che utilizzano gli ultrasuoni per comunicare nelle loro lingue uniche. Allo stesso modo, anche le lingue umane, che sono molteplici, si basano globalmente sui suoni. Questi suoni, definiti dal tono e dall’intensità, ci consentono di esprimerci e capirci l’un l’altro attraverso il linguaggio e la conversazione.
Le composizioni musicali spesso includono un elemento chiamato armonia, che contribuisce a rendere una canzone più accessibile e piacevole da ascoltare. Proprio come la bellezza nella pittura può attrarre gli occhi, l’armonia attira le orecchie. Può anche essere paragonata alla sequenza di Fibonacci, ma invece della bellezza visiva, riflette la bellezza uditiva.
Tuttavia, un’armonia eccessiva può talvolta essere percepita come ripetitiva o addirittura noiosa. Ciò evidenzia la complessità della creazione musicale e la diversità dei gusti musicali, che variano a seconda delle culture, degli ambienti e delle abitudini personali.
La musica è spesso paragonabile alla scrittura: riflette la nostra personalità e ci aiuta a esprimere ciò che vogliamo dire. Come il linguaggio, la musica permette alle persone di entrare in contatto nonostante le differenze culturali e sociali. Questo è il principio alla base della musicoterapia, che può aiutare la comunicazione di chi ha difficoltà nel parlare o nell’esprimersi.
La musica può fungere da linguaggio universale, consentendoci di condividere e scambiare idee tra culture diverse. Può essere ascoltata, suonata, registrata, cantata, ballata o semplicemente goduta. A livello fisico, la musica è prodotta da oggetti, tipicamente strumenti musicali o dalla voce umana, che generano onde sonore nell’aria. È un fenomeno atmosferico, proprio come la scrittura o la cucina, che esiste intorno a noi e può essere condiviso collettivamente.

Ascoltare musica aiuta a sentirsi meglio mentalmente; in generale aiuta a evitare stati d’animo tristi. “La musica addolcisce i costumi” è un’espressione attribuita a Platone nell’antica Grecia che riflette il linguaggio universale della musica, che ha attraversato la storia dall’inizio dell’umanità fino ai giorni nostri.
A proposito, sapevate che la musica classica è uno dei generi musicali più ricchi in termini di complessità? Ciò è in parte dovuto al numero di strumenti che spesso si possono ascoltare in un brano, ma anche alla grande varietà e diversità contenuta in una singola composizione.
Probabilmente è questo il motivo per cui si può ascoltare un brano classico per tutta la vita senza mai stancarsene.
A Vienna, in Austria, ogni anno la mattina del 1° gennaio (intorno alle 9-10 CET) si tiene il famoso Concerto di Capodanno.
Ogni anno, un nuovo direttore d’orchestra, un maestro stimato, assume la guida dell’Orchestra Filarmonica di Vienna.
È un’occasione meravigliosa per celebrare sia la fine che l’inizio dell’anno, riunendo persone di tutto il mondo per godersi la musica. Il concerto viene trasmesso a livello internazionale e raggiunge milioni di spettatori.
La musica, come le tendenze attuali, è anch’essa un’arte in continuo movimento.
Tutti noi viviamo momenti nella nostra vita in cui ci sentiamo distaccati dalle tendenze attuali. Si dice spesso che “le tendenze sono cicliche”. A volte basta semplicemente ricominciare ad ascoltare la radio per riscoprire i propri artisti preferiti, creare una nuova “Top 10” e persino condividere playlist simili alle compilation che ci scambiavamo con gli amici in passato.
Anche la musica è un mondo a sé stante, con una propria enciclopedia e una propria storia. Costituisce una vasta quantità di informazioni culturali con artisti, generi ed evoluzioni, simile a un albero genealogico che traccia lo sviluppo e l’influenza reciproca degli stili musicali nei diversi periodi della storia umana.
Come osservano gli studiosi: «Non esistono metodi completamente affidabili per determinare la cronologia esatta degli strumenti musicali nelle diverse culture».
È interessante notare che l’evoluzione degli strumenti musicali mostra nel tempo sia un aumento che una diminuzione della complessità. Ad esempio, i flauti realizzati in osso, alcuni dei primi strumenti conosciuti, sono stati ritrovati risalenti a un periodo compreso tra 43.000 e 67.000 anni fa, dell’era dei Neanderthal.
La maggior parte degli strumenti musicali antichi erano piuttosto primitivi. Uno dei primi strumenti complessi sviluppati dall’uomo fu l’organo, che apparve intorno al III secolo a.C. Questo potrebbe essere il motivo per cui lo chiamiamo “organo”, diventando in seguito centrale nelle tradizioni musicali delle chiese. (Link)
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